FRATERNITÀ, PERCHÉ NON SI È BUONI SOLO A NATALE

8 Gen

Siamo appena usciti (qualcuno non ha ancora disfatto l’albero o il presepe) dal periodo natalizio, nel quale gli uomini si manifestano iniziando dai pastori che dormono all’aperto e che suscitano la lode dell’angelo, «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama» e terminando con la visita dei tre astronomi d’oriente che offrono a Gesù oro, incenso e mirra in segno di riconoscimento della sua regalità, anche se forse non hanno del tutto chiaro di che re si tratta.

Tempo prima, molto tempo prima, incontriamo Abramo, l’uomo di Ur dei Caldei che l’Eterno chiama per una grande missione che gli svelerà pian piano.

“Il Signore disse ad Abram(*): « Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra». Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. Abram dunque prese la moglie Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Canaan. Arrivarono al paese di Canaan” (Genesi 12:1-5)

Abramo portò con lui Lot, figlio – come leggiamo nel capitolo 11 – di Aran suo fratello che era morto.

Più avanti leggiamo che sia Abramo sia Lot si sono arricchiti al punto che la cosa migliore era separarsi.

“[…] il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni troppo grandi e non potevano abitare insieme. Per questo sorse una lite tra i mandriani di Abram e i mandriani di Lot. I Cananei e i Perizziti abitavano allora nel paese. Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli. Non sta forse davanti a te tutto il paese? Separati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra»”. (Genesi 13:5-9).

Anche se nel contesto delle Scritture questo può sembrare un episodio marginale, il comportamento di Abramo è esemplare. Tenuto conto che Lot era il nipote orfano che egli aveva preso presso di sé come un figlio, avrebbe potuto dirgli, «Ascolta nipote, pare che la terra qui si sia fatta stretta per due persone, va in pace e trovati un altro pascolo», invece

1. Mette come valore primario la necessità di concordia tra loro,
2. Lo chiama fratello e non nipote, mettendolo sullo stesso piano,
3. Invece di imporre una decisione lascia a lui la scelta.

(Notiamo, tra l’altro, che il problema non era sorto tra loro due, ma tra le due fazioni di mandriani).

Quanti di noi, oggi, agirebbero così?

(*) Abramo e Sara sono chiamati Abram e Sarai fino al capitolo 17 di Genesi. In ebraico tutti i nomi hanno un preciso significato.

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