PATRIMONI DELL’UMANITÀ

2 Gen

libroapertoL’idea che il Diario di Anna Frank, libro che per molti studenti anche non ebrei è stato il simbolo dell’Olocausto, allo scadere dei diritti d’autore sia diventato oggetto di una disputa legale pare per una questione di soldi lascia l’amaro in bocca.

Il diritto d’autore e il copyright sono realtà relativamente recenti.

Nell’antichità il sapere era libero e faceva parte di una grande Wikipedia pubblica nella quale scopriamo che “Gli alberi e l’ulivo” scritta in greco da Esopo altro non è che la traduzione dall’ebraico del brano di Giudici 9:8-15

“Si misero in cammino gli alberi per ungere un re su di essi. Dissero all’ulivo: Regna su di noi. Rispose loro l’ulivo: Rinuncerò al mio olio, grazie al quale si onorano dei e uomini, e andrò ad agitarmi sugli alberi? Dissero gli alberi al fico: Vieni tu, regna su di noi. Rispose loro il fico: Rinuncerò alla mia dolcezza e al mio frutto squisito, e andrò ad agitarmi sugli alberi? Dissero gli alberi alla vite: Vieni tu, regna su di noi. Rispose loro la vite: Rinuncerò al mio mosto che allieta dei e uomini, e andrò ad agitarmi sugli alberi? Dissero tutti gli alberi al rovo: Vieni tu, regna su di noi. Rispose il rovo agli alberi: Se in verità ungete me re su di voi, venite, rifugiatevi alla mia ombra; se no, esca un fuoco dal rovo e divori i cedri del Libano”.

oppure di come l’apostolo Paolo propone ai Corinzi (1a Corinzi 12:14 e seg.) quello che meglio conosciamo con il nome di Apologo di Menenio Agrippa.

Certo, c’è il pericolo, com’è avvenuto con la versione in cartoni animati di Pinocchio di Walt Disney, che alcune elaborazioni snaturino il senso dell’originale, ma non sembra al momento essere questo il problema del Diario.

C’è un’altra considerazione da fare. Il “Diario di Anna Frank” ha compiuto settant’anni e, purtroppo, dopo di esso ci sono state altre guerre. Perché non far leggere ai ragazzi di oggi qualcosa di più attuale, che essi riescano a collocare nel loro contesto spazio temporale, per esempio Io sono Malala, senza andare troppo a ritroso, come quando, nel secondo dopoguerra alle elementari si leggevano, spesso senza capirli, “Cuore” di De Amicis o “Il piccolo alpino” di Salvator Grotta?

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