ARMI SPUNTATE

11 Dic

“L’investitore è stato rimesso in libertà”, “il processo è stato rinviato per un vizio di forma”, fino all’inflazionato “è polemica”. Ormai siamo assuefatti a titoli del genere e non ci facciamo più caso… brutta cosa l’assuefazione, un’abitudine che spesso non ci fa vedere i pericoli, come quella volta che, guidando all’estero, stavo per ignorare il segnale internazionale di stop non ancora omologato in Italia.

Tutto questo, sappiamo, è conseguenza di una legislazione non a passo con i tempi, che spesso si presta a interpretazioni diverse o  che è ignorata da chi dovrebbe conoscerla per cui troviamo che questo o quel ente locale emette una normativa inutile perché già prevista dallo stato.

Basterebbe che i tre poteri istituzionali agiscano in sinergia, anziché, come spesso accade, andare ognuno per la propria strada.

Ci sono poi le diverse Authority e i diversi istituti che, per loro mandato, agiscono su denuncia, a posteriori, quando il danno ormai è fatto, come lo IAP, Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria , che fa ritirare le campagne pubblicitarie inopportune e offensive senza però denunciare pubblicamente le aziende per non recare loro danno.

Non si può, come pretende Donald Trump, chiudere internet, oltre per tutte le altre implicazioni perché non risolverebbe il problema e perché alcuni comportamenti esistevano prima di essa, ne è solo stata amplificata la diffusione, ma sappiamo bene che qualsiasi cosa messa in Rete lascia una traccia e può essere sempre recuperata.

È in atto un grosso sforzo di contrasto al cyberbullismo, che vede in prima linea la polizia postale, la scuola, la sanità, e i genitori consapevoli e che lo sanno fare. Azione di repressione ma soprattutto di educazione degli adolescenti smanettoni che impropriamente sono definiti nativi digitali perché, se fossero tali, avrebbero coscienza delle conseguenze di ciò che fanno scrivendo un insulto o postando un video.

Comportamento che sarebbe lecito non aspettarci da persone adulte – perché dietro un’azienda, un ente o un’associazione c’è sempre una persona che autorizza – e che, nel dubbio, hanno tutti gli strumenti per informarsi se una cosa vada fatta o meno, anche nel campo pubblicitario.

C’è qualcosa in ciascuno di noi che ci spinge al bello e al buono, quella legge – riassumendo in estrema sintesi ciò che l’apostolo Paolo scrive all’inizio della lettera ai Romani – innata in ogni essere umano e ci fa distinguere, al di là di alcune variabili spazio-temporali, ciò che è bene da ciò che è male. Caino non ricevette nessuna legge, se non quella interiore, che gli impedisse di ammazzare suo fratello, molto prima del comandamento nel decalogo.

Quello che Fredi Lucchesi dell’Onlus Le buone pratiche di Trieste definisce laicamente “cultura dell’amima” – e che io discutendo con lui ho tradotto anche in chiave spirituale – che molti giovani debbono imparare, a partire dal rispetto di se stessi e dell’altro ma che, con tutta evidenza, molti adulti debbono riscoprire.

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