LETTERA E SPIRITO

1 Nov

“All’alba [Gesù] si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”. (Giovanni 8:2-11)
È uno dei testi più famosi nel vangelo di Giovanni, così celebre che non sarebbe stato necessario riportarlo. Proviamo a sintetizzarlo. Togliamo ciò che Gesù disegnava o scriveva per terra, perché non sappiamo cosa stesse disegnando o scrivendo, forse voleva solo dimostrare il suo disinteresse verso gli scribi e i farisei. Togliamo gli scribi e i farisei spiazzati dalla contro accusa di Gesù i quali, dopo aver probabilmente fatto cadere le pietre che avevano in mano se ne andarono con la coda tra le gambe, Giovanni dice a uno a uno, cominciando dagli anziani fino agli ultimi, e non più come un’unità compatta.
Rimangono Gesù e la donna, che secondo la Legge (Levitico 20:10) avrebbe dovuto essere lapidata, ma alla quale Gesù dice, “Neanch’io ti condanno, va’ e d’ora in poi non peccare più”. Si badi che Gesù non le dice che non ha peccato, ma di non peccare più.
Un caso diverso ma simile è quello in cui Giuseppe si accorge della gravidanza di Maria, la sua promessa sposa. All’epoca il fidanzamento era un patto vincolante.
“Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto”.  (Matteo 1:18-19).
Non si tratta di un amore cieco tale da indurre Giuseppe  a non porsi il problema del rispetto della Legge e, anche, aspetto pratico, di come sarebbe stato considerato lui stesso in una cittadina che oggi chiameremmo borgo come Nazareth di non più di seicento persone, ma fu mosso da quello spirito di giustizia che Matteo ci rammenta chiamandolo “giusto”.
“Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”. (Matteo 1:20-21)
La Legge, meglio tradotta con “insegnamento”, era stata data al popolo ebraico come guida, ma questi episodi speculari di due donne, una ignota adultera di Gerusalemme e Maria, adultera presunta, ci fanno capire bene il significato di “il sabato è stato fatto per l’uomo, non l’uomo per il sabato”.
Lezioni.
1. Quando giudichiamo il nostro prossimo accertiamoci di farlo solo dopo aver fatto cadere la pietra che abbiamo scelto per tener in mano. Fuor di metafora valutiamo le persone per quello che sono, non secondo i nostri pregiudizi.
2. Nelle decisioni importanti, impariamo da Giuseppe a prendere un po’ di tempo prima di agire, lasciamo decantare un po’ l’argomento. Non avremo una visione, ma con un po’ di distacco temporale riusciremo certamente a far prevalere l’amore e la ragione sull’impulso.
3. Ci sono delle volte in cui siamo troppo legalisti e di conseguenza troppo severi anche verso noi stessi. Questo è il senso di “se il nostro cuore i condanna Dio è più grande del nostro cuore”, che leggiamo in 1a Giovanni 3:20.

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