Il campo del vasaio, il prezzo della vita di un uomo

19 Ott

Dice la Scrittura che Giuda, quando si rese conto di ciò che aveva fatto, tornò dai sommi sacerdoti e dagli anziani per restituire loro i trenta denari. Questi, bella gente!, consapevoli che era denaro sporco ma si sa, soldi son soldi, lo usarono per acquistare un campo per farne un cimitero per gli stranieri.

Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: “Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente”. Ma quelli dissero: “Che ci riguarda? Veditela tu!”. Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: “Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue”. E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu denominato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi. Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: E presero trenta denari d’argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato, e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore. (Matteo 27:3-10).

La vita di un uomo, oggi, vale meno del campo del vasaio.

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